L’informazione nel Terzo Millennio: pro e contro della democratizzazione delle notizie

Dai radiogiornali ad un mondo interconnesso

Sembrano trascorsi mille anni da quando, i nostri nonni ma anche i nostri genitori, per tenersi informati su cosa stesse succedendo nel Paese e nel Mondo dovevano attendere la messa in onda dei telegiornali e dei radiogiornali agli orari prefissati, o acquistare la mattina in edicola un quotidiano.

Un altro mondo, appunto, dove la diffusione delle notizie era in mano a pochi e il mestiere di giornalista era sicuramente diverso; difficile nell’epoca delle mail, ad esempio, immaginare corrispondenti che dettavano via telefono il proprio pezzo in redazione. Eppure questo avveniva non più di qualche decennio fa, e nessuno, allora, avrebbe potuto immaginare in quanto poco tempo tutto sarebbe cambiato.

La globalizzazione e la digitalizzazione, infatti, hanno portato come primaria conseguenza quella di un mondo costantemente interconnesso, dove confini e distanze sono presenti solo sulla cartina geografica, e dove ovunque si ha conoscenza immediata di qualsiasi avvenimento. Al giorno d’oggi, insomma, traslando all’ambito della comunicazione ciò che Lorenz teorizzò poeticamente in campo fisico, “il battito d’ali di una farfalla in Brasile può causare un tornado in Texas”.

Internet e una grande concorrenza in campo giornalistico

Una realtà dove ogni singolo individuo, in ogni momento, è collegato all’intero mondo circostante, come tutte le cose, è una medaglia che presenta due facce: una con risvolti positivi, ed una con aspetti negativi. Ciò che è pacifico, nell’era di Internet e degli smartphone, è che l’informazione è gestita e si rivolge a un numero di soggetti infinitamente superiore rispetto a qualche anno fa, sia dal lato di chi produce notizie, sia da quello di chi ne fruisce.

Questo, inevitabilmente, porta in campo giornalistico ad un’elevatissima concorrenza. Dal momento in cui la diffusione delle notizie si è spostata per forza di cose dalla carta stampata al web, di fatti, alle testate storiche si sono contrapposti negli anni una miriade di siti e blog gestiti da soggetti molto differenti tra loro per formazione e finalità.

Da questo punto di vista, dunque, al fattore positivo rappresentato da una maggiore pluralità di fonti di informazione e quindi anche di una maggiore diversità di punti di vista rintracciabili per il lettore, fa da contraltare la concorrenza fatta ai giornalisti di professione da una serie di soggetti che non sempre possono vantare la stessa formazione e la stessa esperienza, e che dunque non sempre sono in grado di gestire e riprodurre le notizie secondo i canoni giusti.

Fake news: quali sono le cause e come combatterle

Ma, in quest’epoca in cui la carta stampata, per rinnovarsi, ha bisogno di rinnovarsi concentrandosi non più sulle fredde notizie, su cui arriverà in ogni caso sempre in ritardo, quanto piuttosto su temi di approfondimento, il principale problema di un’informazione digitalizzata è un altro: la diffusione delle cosiddette “Fake News”.

La grande produzione di fake sul web è figlia di due cause scatenanti. La prima, di natura economica, è che dal momento che i principali guadagni ad oggi non vengono più dagli editori dei giornali tradizionali ma dalle pubblicità online, piazzare sul proprio sito una notizia che, seppur del tutto o in parte infondata, produce un grande traffico porta a notevoli introiti. La seconda, di natura pratica, è che la concorrenza sterminata presente oggi in ambito giornalistico fa sì che si cerchi di essere sempre sul pezzo e di pubblicare quanto prima le ultime news per anticipare tutti, sacrificando però a volte la ricerca dei giusti riscontri su ciò che si sta andando a scrivere.

Fondamentale per la lotta alle Fake è, d’altra parte, che il lettore sia indirizzato ed aiutato a comprendere come discernere un’informazione corretta e professionale da una falsata e votata alla politica del “clic facile”. Se una volta agli utenti della comunicazione arrivavano poche notizie già peraltro selezionate, infatti, ad oggi l’uomo medio ha accesso a un numero di informazioni infinito, e questo comporta inevitabilmente una maggiore opera di intelletto da parte sua.

La democratizzazione dell’informazione nel Terzo Millennio

E proprio il fatto che, in questo Terzo Millennio, sia impossibile monopolizzare l’informazione e che tutti siano messi nella condizione di conoscere ed approfondire è senza dubbio il risvolto maggiormente positivo della globalizzazione nel settore della comunicazione.

La “democratizzazione” dell’informazione, di fatti, combatte alla radice la formazione di un pensiero unico, orientato da quelli che una volta erano i grandi mezzi di comunicazione di massa, sempre pericoloso, e stimola le facoltà intellettive di chi della comunicazione fruisce, portato a non accettare più passivamente ciò che gli viene detto, ma a scegliere attivamente dove informarsi ed a formare in sé delle idee personali.

Un’informazione digitalizzata, insomma, ha portato con sé, come abbiamo detto, vantaggi e svantaggi. L’augurio, ad ogni modo, è che, una volta che ampie fasce di popolazione e non solo i nativi digitali riescano a calarsi in questa nuova realtà, sviluppando maggiori capacità di selezione e discernimento, i lati positivi superino di gran lunga quelli negativi.

 

  Navigazione nel Blog

Iscriviti alla nostra News Letter per avviare la tua impresa online!

Categorie