Influencer Marketing: come realizzare una campagna efficace

Juan Camilo Pedercini, CEO della Legend Management di Milano, ci racconta la sua esperienza nel mondo dell’Influencer Marketing

Da sempre, per un’azienda e in generale per un’attività commerciale, riuscire a trovare il modo più proficuo di pubblicizzare i propri prodotti e di farsi conoscere dal maggior numero possibile di persone è un elemento fondamentale per avere successo sul mercato. E se fino a qualche tempo fa i mezzi attraverso cui arrivare al pubblico erano per lo più quelli tradizionali, negli ultimi anni la pubblicità più immediata ed efficace è diventata quella realizzata tramite l’Influencer Marketing.

Questi ultimi, grazie ai tanti followers che possiedono sui propri profili e alle competenze relative all’uso di queste piattaforme, riescono come nessun altro a catturare l’attenzione degli utenti indirizzandone gusti e desideri. Per un’azienda, così, avvalersi della collaborazione di queste figure può essere davvero l’elemento in grado di fare la differenza in positivo nella promozione di sé e/o dei prodotti offerti.

Digit4Life ha discusso di ciò, in una lunga ed interessante chiacchierata, con Juan Camilo Pedercini di Legend Management, agenzia con sede a Milano che opera in questo ambito e che nasce da una grande intuizione: l’aver capito al momento giusto quanto il potenziale degli influencer fosse enorme. «Il nome “Legend” – ci racconta Pedercini – deriva dal fatto che noi consideriamo queste persone delle “leggende”, perché per tutto quello che è il movimento pubblicitario nazionale ed internazionale ad oggi gli influencer hanno un ruolo fondamentale, essendo il primo mezzo di comunicazione capace di arrivare un po’ a tutti».

Juan, perché ad oggi la migliore pubblicità per un’azienda o un’attività è quella realizzata sui social tramite gli influencer ?

«Innanzitutto posso dire che si tratta di una pubblicità conveniente dal punto di vista economico, in quanto ad ogni tipo di necessità e di richiesta si può abbinare un pacchetto ottimale, conforme alle esigenze del cliente. Per quanto riguarda altri tipi di pubblicità, ad esempio l’advertising, il committente non sa mai realmente quando andrà a spendere, rischiando di arrivare a cifre elevate; per non parlare poi degli spazi pubblicitari in TV, che richiedono prezzi estremamente alti di certo non accessibili a tutti. La pubblicità con gli influencer, invece, è davvero adatta a chiunque: piccoli, medi e grandi budget ! E’ ovvio, poi, che il ritorno che l’azienda ha dalla promozione dei suoi prodotti o servizi è direttamente proporzionale a ciò che ha investito per pubblicizzarli.

Attraverso gli influencer, inoltre, il messaggio arriva non solo a tutti, ma lo fa anche in maniera molto più immediata. Il rapporto tra queste figure e i loro seguaci, di fatti, è più diretto rispetto a quello tra spettatore e televisione, dal momento che l’influencer può interagire con i propri followers, mentre verso i messaggi pubblicitari televisivi c’è ormai spesso l’idea che siano un po’ montati ad arte».

Mediamente qual è il costo per un’azienda nell’affidare la pubblicità ad un influencer e qual è, invece, la resa della pubblicità di un influencer rispetto a quella fatta tramite altri canali, come la televisione ?

«Riguardo i costi, il range di prezzi per ingaggiare un influencer è veramente amplissimo: possiamo partire da cifre banalissime di 100 Euro per arrivare ad altre “folli” di 10000 Euro, quindi davvero ce n’è per tutti i gusti e per tutte le tasche, con la possibilità come dicevo di organizzare pacchetti adatti ad ogni tipo di esigenza. Quanto alla resa, basta dire che attualmente il mezzo più utilizzato dagli utenti non è la TV, ma i social; credo sia sufficiente ciò per spiegare come questo tipo di pubblicità ad oggi sia quello più efficace».

Quali sono gli elementi che concorrono a determinare il prezzo richiesto ?

«Naturalmente in primis il numero di followers che ha un influencer, ma anche il tipo di conversione(termine con cui si indica il passaggio di un utente dal social network su cui sta navigando ad una landing page esterna) che questi ha verso un determinato prodotto, ed il suoengagement rate, ovvero la mediaditutti i suoi dati. Consideriamo inoltre che ci sono diversi tipi di pubblicità fatte dagli influencer; una semplice storia, menzione dunque visibile per 24 ore, un post che rimane lì per sempre, che essendo permanente ha evidentemente altri costi, oppure una serie di storie dilazionate in un determinato arco temporale, un po’ come la pubblicità televisiva che per un tot di tempo passa tutti i giorni per tenere alta l’attenzione del pubblico su quel dato prodotto».

Puoi farci qualche esempio di azienda o attività vostra cliente che ha beneficiato in modo particolare della collaborazione con un influencer ?

«Posso fare un esempio molto concreto raccontando di come un bar, a cui per acquisire visibilità abbiamo “affiancato” un influencer, grazie alla attività di promozione svolta da quest’ultimo abbia fatto Sold Out alla serata di apertura. Oppure posso citare il caso di un cliente che ha un e-commerce e, sfruttando le sponsorizzate di un influencer sui suoi prodotti, sta realizzando top vendite».

Quali sono i parametri da cui un’azienda può valutare l’effettiva resa di un influencer ?

«E’ chiaro che nel caso in cui un influencer pubblicizzi un prodotto, il dato che per primo balza all’occhio è quello relativo alle vendite. Però, allo stesso tempo, bisogna tenere in considerazione che l’influencer non sempre vende subito, ma in ogni caso fornisce all’azienda dei dati, che se letti ed utilizzati al meglio porteranno ad ottenere vendite nella sponsorizzazione successiva. Quindi non bisogna fermarsi a valutare le vendite a cui in maniera immediata porta l’influencer, ma si deve guardare ad ampio raggio al complesso dei benefici che un’azienda riceve dalla collaborazione con lui, a partire dalla grande visibilità ottenuta. Arrivare a migliaia di persone a costi comunque ridotti, d’altronde, è una manna dal cielo. D’altra parte, per un’azienda o un’attività che vuole affermarsi, già il fatto che in giro si parli di lei è un primo traguardo. Quando parlo di brand con i miei clienti studio qual è la loro posizione tramite apposite analisi, e chiarisco che il primo step è farsi vedere; poi è ovvio che se in questa prima fase si riesce anche a vendere vuol dire che il prodotto è ottimale e si arriva già ad un gradino successivo. Però, ripeto, per un’attività che nasce oggi, in un clima di grande concorrenza soprattutto nel mondo online, bisogna innanzitutto adattarsi e riuscire ad individuare le vie più efficaci per convertire».

C’è qualche settore o qualche tipologia di aziende/attività che hanno particolare successo in questo tipo di pubblicità ?

«In realtà il successo di questo tipo di pubblicità è abbastanza trasversale. La mia opinione è che tutti coloro che devono lanciare un’attività hanno bisogno di un influencer, così come ne abbisognano tutti coloro che un’attività già ce l’hanno e vogliono confermarsi».

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