Fake News: quali indizi notare per distinguerle dalle notizie vere

La diffusione di Internet e la nascita di una pluralità di fonti e mezzi di informazione ha portato con sé, come naturale conseguenza, un notevole ampliamento dei soggetti messi nella possibilità di raccogliere e diffondere informazioni e notizie.

Un ampliamento che, se da un lato ha causato conseguenze estremamente positive come quelle di rendere l’informazione più “democratica” ed indipendente e di permettere a un numero considerevolmente maggiore di persone di avere accesso alle notizie, ha avuto anche come rovescio della medaglia quello di consentire la diffusione di news non adeguatamente verificate o, addirittura, scientemente inventate.

Tale categoria di notizie prende il nome di fake news, ovverosia articoli redatti con informazioni inventate, ingannevoli o distorte, resi pubblici con il deliberato intento di disinformare o di creare scandalo attraverso i mezzi di informazione, e rappresentano la principale insidia per chi cerca di informarsi sul web.

Fake News e ricorsi storici: cambiano i media ma non la sostanza!

Pur se l’informatizzazione della comunicazione e lo sviluppo di Internet hanno moltiplicato sia il numero di notizie fasulle sia la loro capacità di arrivare in maniera immediata alle persone, il problema delle fake è sempre esistito, tanto che nel 1809 il saggista Heinrich von Kleist dedicò una sua opera alla spiegazione di come false informazioni venissero prodotte e diffuse dalla propaganda di guerra napoleonica.

E sono vari gli esempi di quanto una fake news possa influenzare i comportamenti della persona se non tempestivamente smascherata e disinnescata. Nel 1814, a Dover, un finto ufficiale diffuse la voce della presunta morte di Napoleone, del tutto priva di fondamento, e il giorno dopo all’apertura della Borsa di Londra, molti azionisti si presentarono pronti ad investire spinti dalla supposta dipartita del Bonaparte.

Nel 1938, invece, in America durante una trasmissione radiofonica lo scrittore Orson Welles lesse un passaggio del suo romanzo omonimo in cui raccontava di un’invasione aliena. Molti ascoltatori, tuttavia, credettero che quel brano fosse la cronaca di ciò che stava realmente accadendo, e ben presto il panico per un ipotetico attacco degli extraterrestri si impadronì di tutto il Paese.

Come distinguere una Fake News da una notizia vera, perchè è importante non stare al gioco di chi diffonde notizie false? 

Ma come poter individuare, sul web, una fake e distinguerla da informazioni invece veritiere ? Il primo indizio, di impatto visivo, che un link possa rimandare ad un articolo contenente notizie fasulle è quello dato dal “clic baiting”, ovvero la presenza di titoli, magari altisonanti o esagerati,  che spingono l’utente a cliccare sulla news, come anche quella di immagini, per lo più ritoccate, che puntano a catturare in maniera eccessiva l’attenzione.

Un’altra operazione che il lettore può compiere per individuare una fake è quella di verificare le fonti del sito o della testata in questione. Se questo è l’unico a riportare una data notizia, e magari in essa si fanno riferimenti a testimonianze, interventi o ulteriori fonti non meglio identificate, è più probabile che si tratti di invenzione e non di realtà.

C’è alto rischio di trovarsi avanti a una fake news, inoltre, quando l’articolo riporta un elevato numero di errori grammaticali, segno che la fonte che si sta consultando non è altamente professionale e quindi credibile. Risulta utile, poi, consultare l’URL del sito su cui stiamo navigando; alcuni siti hanno un nome simile a quello di testate notoriamente attendibili e possono trarre in inganno gli utenti (basti pensare a “Il Fatto quotidaino”, che inverte la “a” e la “i” richiamando a “Il Fatto Quotidiano) .

Bisogna infine chiarire che è necessario distinguere tra siti che diffondono notizie false per raccogliere quanti più like e clic sui social, in modo da incrementare i propri guadagni a spese del lettore, e pagine che invece pubblicano news dichiaratamente false a scopo satirico, tra le quali la più celebre è senza dubbio Lercio.

Come si rapportano alle fake gli under e gli over 25?

Ma gli utenti del web sono in grado di compiere tali operazioni di verifica e riuscire a non confondere informazioni inventate da notizie vere ? Secondo uno studio portato avanti da Skuola.net per conto della Polizia di Stato nell’ambito dell’iniziativa “Una Vita da Social”, che ha coinvolto circa 3500 persone, esiste una grande spaccatura tra chi ha meno e chi ha più di 25 anni.

Ben il 93% di giovani tra gli 11 e i 25 anni, di fatti, ha dichiarato di riconoscere le fake news pubblicate su Internet; 1 su 3 afferma di individuarle sempre, 2 su 3 nella maggior parte dei casi. Nella fascia d’età over 25, invece, il 34% degli intervistati ha ammesso di cascare sempre nell’inganno quando si trova avanti a una bufala, percentuale che si innalza addirittura al 55% al di sopra dei 30 anni.

Il problema principale della fascia adulta della popolazione, inoltre, è quello che il 38% (il 59% tra gli over 30) di essa non compie alcuna operazione di controllo sulle news lette su Internet, accettandole “passivamente”, mentre tra i ragazzi la stragrande maggioranza tende a verificare quanto appreso sul web; il 54% compie una ricerca per controllare se altri siti parlano della stessa notizia, mentre il 31% controlla che la fonte che ha pubblicato l’informazione sia attendibile e conosciuta.

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